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Un Progetto di agricoltura ecosostenibile e recupero di antiche tradizioni

TM

 

Dimenticata da secoli, torna tra le colline del Monferrato questa nobile spezia, importata dall' impero Bizantino ed introdotta in Piemonte nel XIV secolo, ad opera dei Paleologi.


Lo zafferaneto sperimentale,

attualmente in piena produzione, è situato all'interno di un'ampia porzione forestale a Castelnuovo Don Bosco (AT), nel cuore delle "Terre dei Santi", nei pressi del luogo natale di San Giovanni Bosco.
Questi terreni collinari, particolarmente vocati alla coltivazione della vite (si tratta della zona tipica del Freisa e della Malvasia), si sono rivelati incredibilmente adatti alla produzione di uno zafferano di altissima qualità: una coltura  a ridotto impatto ambientale, che permette la riqualificazione dei molti  terreni abbandonati alla boscaglia pioniera di invasione, in seguito alla contrazione della viticoltura nell'area monferrina.

La spezia
deriva dalla selezione manuale dei fiori di Crocus sativus L. di cui viene utlizzata la parte terminale dei pistilli: si tratta dei tre filamenti di colore rosso vivo, denominati "stigmi" .
I fiori, che si formano nelle prime ore del mattino, sono raccolti prima dell'apertura, gli stigmi sono così prelevati senza tracce di polline e senza aver subito un'esposizione all'ambiente esterno. Vengono accuratamente isolati dalle altre parti floreali che si ritrovano comunemente nello zafferano di bassa qualità ridotto in polvere(stilo, stami, petali). Gli stigmi freschi vengono così essiccati con un ciclo a temperature controllate ogni giorno di raccolta , per rendere unico il prodotto e mantenere tutte le proprietà medicinali e organolettiche tipiche dello zafferano. A garanzia della purezza e della qualità, i filamenti vengono infine confezionati interi, come è da sempre tradizione per lo zafferano italiano.
 
La coltivazione
di tipo annuale, garantisce il massimo rigoglio della pianta e rende possibile il completo abbandono di ogni tipo di trattamento con fitofarmaci, concimazioni chimiche o diserbo. Al posto degli anticrittogamici si eliminano manualmente ogni anno i bulbo-tuberi affetti da malattie fungine, al posto dei diserbanti si utilizza con successo il metodo della falsa-semina e le concimazioni sono effettuate con la tecnica del sovescio (utilizzo di leguminose triturate nel terreno di coltura), con apporto di cenere di faggio e compost certificato.


La vendita al dettaglio dello Zafferano del Monferrato è in fase di preparazione, mentre sarà presto possibile gustarlo presso "Eataly in Campagna" a San Damiano d'Asti, fraz. Lavezzole 5

...a breve molte novità, non solo sullo zafferano, ma anche sulla vendita di bulbi da spezia, visite guidate, collaborazioni con birrifici, pastifici e molto molto altro !

Per informazioni e contatti: dott. Ivan Franco -  tel. 329.8508696  e-mail: info@zafferanomonferrato.com